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Audizione in Regione dei comitati no Carbonext, la maggioranza difende le proprie scelte

La politica si divide e i consiglieri Regionali della minoranza lamentano la scarsa partecipazione democratica

I palazzi della Regione Emilia Romagna

Da una parte il confronto sul livello di partecipazione garantito ai cittadini, dall’altra i dubbi sulla tecnologia Carbonext in quanto tale.

Ne pomeriggio di lunedì 5 settembre in commissione Ambiente territorio mobilità, presieduta da Manuela Rontini, maggioranza e opposizione si sono confrontati sul metodo e sul merito del progetto del cementificio Buzzi-Unicem per la lavorazione in combustibile dei rifiuti a Vernasca, in provincia di Piacenza, dopo aver ascoltato i comitati che sul territorio si battono per fermare l’opera.

La presidente della commissione Rontini ha aperto il dibattito invitando tutti a “non dubitare per principio della correttezza delle istituzioni, altrimenti il dialogo diventa impossibile. La commissione ha dedicato 12 sedute e più di 25 ore di dibattito all'analisi delle 2.450 pagine del Piano rifiuti: "quindi riteniamo di conoscere il tema, e non si può accusare noi consiglieri di non averlo a cuore”, ha detto Rontini.

Gianluca Molinari (Pd) respinge molte delle critiche ricevute: “Negli incontri la presenza delle istituzioni c’è stata, ma ricordiamo che le istituzioni si muovono secondo le leggi: abbiamo chiarito la nostra contrarietà alla scorciatoia prevista dal decreto Clini, cioè l’autorizzazione all’interno del rinnovo dell’Autorizzazione di impatto ambientale- spiega-. E oggi infatti abbiamo una Via, una procedura che ha dato la possibilità anche di confronto tra le parti. Ogni dubbio sulla mancanza o la scarsa serietà dei controlli è un dubbio sulla terzietà delle istituzioni. Abbiamo sottoscritto la richiesta di questa audizione proprio perché crediamo il confronto sia importante: vogliamo capire quali proposte dei comitati siano recepibili, ma partendo dal rispetto del ruolo e del lavoro altrui”.

Secondo Matteo Rancan (Ln) invece “le mancanze di rispetto sono state altre, soprattutto da parte della Regione, a partire dal fatto che per avere un incontro tra assessore e cittadini è servito convocare una commissione ad hoc, quando in tutti gli altri incontri Gazzolo non è pervenuta. La nostra posizione di contrarietà al progetto è nota, ora vogliamo chiarimenti da parte dell’ assessore”.

Per Tommaso Foti (Fdi-An) “bisognava lasciare il tempo, ai cittadini e alla politica, per impugnare gli atti- spiega-, e sarebbe opportuno che la Regione si pronunciasse in merito, invece di pretendere di essere un passacarte”. Inoltre, accusa Foti, “chi istruiva ieri la pratica in Provincia, oggi istruisce la delibera ad Arpae per l’autorizzazione, e la delibera di Giunta è stata approvata di lunedì quando i documenti erano stati consegnati venerdì: sotto il profilo amministrativo chiedo di rianalizzare gli atti che i tecnici hanno approvato tra sabato e domenica”.

Paolo Calvano (Pd) è intervenuto per richiamare “piena fiducia nel ruolo delle istituzioni sul lavoro che i soggetti coinvolti hanno svolto: vogliamo dare tutte le garanzie ai cittadini, nei passaggi che ci sono stati e in quelli che ci saranno: praticare il dubbio costante provoca solo caos”.

Secondo Igor Taruffi (Sel) “chi porta dati dovrebbe risparmiarsi provocazioni che deviano solo dal merito dei provvedimenti. Nemmeno io ho dubbi sulla correttezza delle istituzioni- sostiene- ma si poteva comunque prendere più tempo per chiarire le preoccupazioni di chi sul territorio ci vive”.

Non ha dubbi invece Gianluca Sassi (M5s): “E’ giusto che i cittadini ricorrano all’ironia per criticare l’operato delle istituzioni: a mancare di rispetto è stato chi non si è presentato agli incontri con i cittadini”.

Per Katia Tarasconi (Pd) “servivano dati tecnici, non ironia: l’unica alternativa alla strada che abbiamo intrapreso è chiudere il cementificio: tutti teniamo alla salute dei cittadini e alla qualità dell’aria, ma questo scenario ideale non è realizzabile oggi”.

Ha chiuso il dibattito l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo: “Secondo noi per primi era obbligatorio lo screening, da cui è poi arrivata la Valutazione di impatto ambientale, che per noi è stata una ottima occasione di approfondimento”. Per il resto, spiega l’assessore, “molti passaggi tecnici della discussione di oggi mi lasciano perplessa, mentre non sono disposta ad accettare alcun dubbio sulla correttezza delle istituzioni: tutta la politica della Regione è ispirata a principio di sostenibilità”.

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