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Tasse e pensioni, giustizia lenta e troppa burocrazia. Carlo Cottarelli: «Ecco cosa blocca il nostro Paese»

Il divario tra Nord e Sud e la convivenza con l'euro: tanti i temi affrontati dall'economista cremonese, ospite del Pd a Fiorenzuola. Con IlPiacenza ha parlato della Manovra economica: l'intervista

Carlo Cottarelli a Fiorenzuola (foto Trespidi)

Non è un amante della flat tax Carlo Cottarelli e non crede che «la spending review sia una cosa che si improvvisa in qualche giorno e nemmeno in qualche settimana». Così l’economista “quasi premier” parla con la stampa in merito alla soluzione emersa dopo il vertice a palazzo Chigi per superare l’impasse sulle coperture economiche della manovra: riprendere alla mano la battaglia contro gli sprechi della spesa pubblica. Lo fa a Fiorenzuola prima dell’inizio del secondo incontro del convegno “Ripartire Insieme” organizzato dal Pd piacentino, al quale è stato invitato martedì 18 settembre per presentare il suo ultimo libro “I sette peccati capitali dell’economia italiana”.

Per ascoltarlo si sono presentate al ridotto del teatro Verdi più di centocinquanta persone, non solo simpatizzanti del Partito Democratico. Troppo piccolo lo spazio per motivi di sicurezza, è stato predisposto trasferimento in auditorium San Giovanni, sede del Municipio. «Non ci aspettavamo così tanta gente» ha detto Alessandra Fanti portando i saluti della sezione del Pd di Fiorenzuola, non prima di aver dedicato un pensiero all’ex presidente della Provincia, Gianluigi Boiardi, al quale è seguito un forte applauso dalla platea.

Poi Cottarelli, incalzato dalle domande del giornalista Gustavo Roccella, ha parlato «dei sette peccati capitali che bloccano il nostro Paese». Tra i primi l’evasione fiscale («al livello di tassazione troppo alto si aggiunge un sistema sanzionatorio da aggiustare anche con la fatturazione elettronica»), la corruzione («non siamo messi peggio rispetto ai paesi Ue con i quali ci confrontiamo ma ciò non toglie che dobbiamo lavorare anche facendo più prevenzione»), la troppa burocrazia. Questa secondo l’economista cremonese, «costa alle imprese e rende più lenti i processi decisionali» ma se la si elimina «si verificheranno sempre più episodi di corruzione: i sette peccati sono concatenati tra loro». E in merito alla lentezza della giustizia, uno degli altri temi trattati nel libro, Cottarelli ha spiegato: «Ci sono troppi ricorsi: occorre intervenire per ridurre le cause e i ricorsi frivoli che si fanno solo perché si vuole dare fastidio a qualcun’altro».

L’intervento dell’economista ha raccolto applausi quando si è parlato del crollo demografico. Al pubblico sarebbe potuta sembrare una provocazione ma secondo Cottarelli – che in tema dice di non avere nessuna soluzione facile – «anticipare la pensione alle famiglie che fanno più figli sarebbe una proposta da tenere in considerazione: non è colpa della Fornero se non ci sono figli per dare da mangiare agli anziani». Infine Cottarelli ha trattato del divario che esiste tra Nord e Sud («un problema gravissimo e non di facile risoluzione») e della difficoltà a convivere con l’euro: «Non conviene, uscirne ha costi troppo elevati. C’è la possibilità di tornare a crescere».

L'intervista

Carlo Cottarelli, tra i temi caldi all’ordine del giorno a palazzo Chigi e al Mef c’è la manovra. Oggi (martedì 18 settembre) Il Giornale riferendosi al Governo titola "Sono nel pallone". Secondo lei è davvero così? - «È chiaro che non hanno deciso ancora tante cose. Almeno dall'esterno sembrerebbe non siano arrivati ancora ad una conclusione circa il livello del deficit complessivo, cosa che sarebbe stato opportuno fare addirittura in estate secondo me; e soprattutto su come conciliare un certo obiettivo di deficit con le promesse che stanno nel contratto di Governo».

Se lei fosse ministro dell'Economia, tra i temi cari alla Lega e quelli a i cinque stelle cosa terrebbe sul tavolo e cosa invece cestinerebbe? - «Queste proposte che sono state fatte comportano tutte un aggravio del nostro deficit pubblico e non possiamo permettercelo. Noi caso mai dobbiamo ridurlo se vogliamo evitare guai peggiori più avanti».

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Cottarelli, un bilancio dei primi mesi di Governo secondo un suo punto di vista - «È in po' presto, non è successo molto. La cosa fondamentale adesso è la Legge di bilancio per il 2019, anzi prima di questa la Nota di aggiornamento del Def nella quale vedremo gli obiettivi per la finanza pubblica per il prossimo anno e per quelli successivi. Questo è il punto cruciale però dobbiamo aspettare ancora qualche giorno».

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