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Centrale Caorso, il Governo: «In corso una razionalizzazione dei costi»

Tommaso Foti, deputato piacentino di Fratelli d’Italia, si occupa da anni delle attività di dismissione della centrale nucleare di Caorso. Sono numerosi, infatti, gli atti ispettivi che il parlamentare ha presentato in questa come nelle precedenti legislature. Nel mirino di Foti è da sempre l’attività di “decommissioning” degli impianti che si protrae, da anni, senza un chiaro orizzonte temporale di conclusione. «I contribuenti – scrive il deputato di Fratelli d’Italia in una recente interrogazione – hanno il diritto di sapere se il fiume di denaro che viene impiegato per la definitiva uscita del nostro Paese dalle attività collegate alla energia nucleare viene impiegato in modo oculato».

Foti rimarcava inoltre come Sogin, società partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e deputata allo smantellamento degli impianti, si fosse allontanata dalla sua missione originaria, con piani industriali sempre variabili e in assenza di risultati. «Occorre fare chiarezza – sottolineava il parlamentare piacentino – sugli incarichi professionali che la società ha conferito, sulla loro congruità ed opportunità, nonché sull’uso che viene fatto delle auto aziendali e sulla loro quantità». Nei giorni scorsi il Governo, nella persona del Sottosegretario allo Sviluppo Economico Davide Crippa, ha fornito alcuni riscontri: «La Sogin – ha affermato il rappresentante del Governo – sta privilegiando la crescita di una nuova generazione manageriale dall'interno, avviando un percorso di formazione di quadri aziendali, che valorizzi le competenze tecniche interne. Inoltre, è stata adottata una strategia per la riduzione dei costi di stoccaggio all'estero del combustibile nucleare riprocessato, che ha portato ad una revisione dei contratti internazionali di trattamento del combustibile nucleare, producendo un risparmio sul piano a vita intera».

Il sottosegretario ha quindi condiviso con Foti la necessità di un efficientamento delle attività di Sogin, anche sulla base delle indicazioni fornite da un'autorità terza, la International Atomic Energy Agency, che ha fornito utili indicazioni per una revisione dei piani industriali in una ottica di contenimento dei costi. Per quanto riguarda l'attività Radwaste Management School di Caorso, scuola di formazione di eccellenza elogiata da Foti nell'interrogazione, Crippa ha sostenuto che la stessa «partecipa attivamente al Progetto della Comunità europea ELINDER, tenendo corsi in Italia e all'estero e ad iniziative della Nuclear Energy Agency (NEA) nel settore della formazione per il decommissioning a livello dei Paesi partner OECD». Foti, in sede di replica, ha tuttavia evidenziato che: «la missione iniziale di Sogin non corrisponde più all'attività della società, con un sistematico rinvio dei tempi di uscita definitiva dal nucleare». Per il deputato di Fratelli d’Italia si è prossimi «ad un cambiamento inevitabile dei vertici di Sogin, prossimi alla scadenza» ed ha ribadito «l’urgenza di individuare il luogo ove realizzare il deposito nazionale per i rifiuti nucleari, così da scongiurare che gli stessi, oggi all’estero per essere trattati, vengano al loro ritorno stoccati a Caorso». Caustica è stata la conclusione di Foti: «Ogni due o tre anni le orecchie dei cittadini vengono riempite di promesse che, tuttavia, non vengono mai mantenute. Ancora oggi non si sa quando e come l’Italia concluderà le attività collegate alla gestione dei rifiuti prodotti dalle centrali nucleari, con buona pace dei contribuenti le cui tasche vengono inopinatamente svuotate con questo pretesto».

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