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Spaccio vicino ai bar, 12 condanne pesanti per i pusher

Sentenze del gip. Al presunto capo 8 anni e 8 mesi. I carabinieri avevano azzerato la gang nel maggio del 2018. Gli spacciatori, per lo più residenti a Fiorenzuola, vendevano ogni tipo di droga, anche a minorenni

L'ingresso della caserma di Fiorenzuola

Dodici condanne per spaccio, dieci persone che hanno scelto il processo e tre ancora irreperibili. Un giro di trecento cessioni al giorno per un giro d'affari di migliaia di euro, 150 clienti abituali che compravano hascisc, cocaina ed eroina, tra loro anche una ventina di studenti, molti dei quali minorenni. 

Si è conclusa così, con una serie di riti abbreviati, l’indagine dei carabinieri “Free Gerassa” che nel maggio del 2018 aveva portato in carcere numerosi pusher - tra nordafricani e piacentini - che vendevano droga vicino a due bar di Fiorenzuola. Il giudice per l’udienza preliminare, Luca Milani, ha così accolto la bontà delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Emilio Pisante e condotte dai carabinieri del Norm di Fiorenzuola, al comando del maresciallo Enrico Savoli.

A 8 anni e 8 mesi, oltre a 50mila euro di multa, è stato condannato Abdellatif Bahri, ritenuto il leader dell’organizzazione, difeso dall’avvocato Wally Salvagnini. Pena di poco inferiore, 8 anni e 44mila di multa, per Ammar Mahjoubi, difeso da Mauro Pontini. Sei anni e 10 mesi, più 30mila euro di multa, sono stati comminati a Abdelhakim Maarouf, assistititi dagli avvocati Maria Rosaria Pozzi e Massimo Perazzi, insieme a Tarek Chadid (tre anni e 6 mesi), Abdelghani el Azzouzi (4 anni, 4 mesi e 20mila euro di multa). Sei anni e sei mesi, oltre a una multa di 30mila euro, per Fouad Ennakach, difeso dall’avvocato milanese Debora Piazza; 4 anni e 8 mesi, più ventimila euro di multa, per Said Fikri; 2 anni e 10 mesi, più una ulta di 14mila euro, a Hamid el Aidi, difeso da Emanuele Solari; 2 anni e 8 mesi per Alessandro Simonelli oltre a 12mila euro di multa, assistito dall’avvocato Carlo Maria Biella; 1 anno, 10 mesi e 6mila euro di multa per Mikel Muca, difeso dall’avvocato Vittorio Benussi; Sabrina Gasparini 10 mesi e 1.200 di multa (ma alla donna è stato applicato il comma per la modica quantità) difesa dall’avvocato Beatrice Ghittoni; 3 mesi e 600 euro di multa - riconosciuta anche per lei la modica quantità - anche per Sara Bisagni assistita dall’avvocato Pozzi.

I carabinieri avevano scoperto che gli spacciatori avevano portato a Fiorenzuola un enorme quantitativo di stupefacente, tale da essere proporzionato alla domanda. Nulla lasciava trapelare all’esterno dell’attività di quel gruppo di pusher, quasi tutti marocchini, che vivevano a Fiorenzuola e avevano una vita apparentemente normale: un lavoro, figli, case anche di proprietà e nessun precedente penale. L’appuntamento era vicino ai bar dove i clienti, dopo aver ordinato le dosi al cellulare, li raggiungevano.

Gli investigatori dell’Arma, guidati dal maggiore Emanuele Leuzzi prima e poi dal successore Biagio Bertoldi, avevano avviato le indagini nel 2016. Grazie alle numerose testimonianze degli assuntori, a pedinamenti e alle intercettazioni telefoniche, avevano ricostruito l'articolato sodalizio che era composto da spacciatori autonomi che si rifornivano da altrettanti grossisti specializzati ciascuno in un tipo di stupefacente, tuttavia i pusher erano anche legati tra loro e collaboravano per soddisfare le diverse esigenza della clientela. Scaltri e professionisti nascondevano lo stupefacente negli spazi comuni dei condomini dove abitavano o sotterravano la droga replicando le modalità dello spaccio dei campi. La cocaina era di buona qualità e veniva venduta a 80-90 euro al grammo, mentre l'eroina a 30 e l'hascisc a 10, prezzi maggiori a quelli applicati dai pusher delle campagne essendo il rischio di essere bloccati molto più alto.

Durante le indagini sono stati sequestrati 500 grammi di eroina, 3 chili di hascisc e 70 grammi di coca, tanti gli arresti in flagranza: tra loro anche i grossisti provenienti da Reggio Emilia, Brescia, Milano e Lodi, intercettati e bloccati con il carico pronto da rivendere. Il blitz era scattato nella notte del 24 maggio e aveva visto in azione circa cento carabinieri e un'unità cinofila antidroga della Guardia di Finanza.

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