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Uccisa per gelosia: «Gettata dalla finestra e uccisa per colpa dei messaggi su Facebook»

E' la ricostruzione che la procura di Piacenza ha messo nero su bianco nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere che ha portato all'arresto di Dario Rizzotto, pluripregiudicato nullafacente di 35 anni. E' accusato di aver defenestrato Daniela Puddu, la ragazza originaria di Iglesias morta lo scorso 14 giugno a Fiorenzuola dopo un volo di undici metri dal terzo piano

I carabinieri intervenuti la sera del delitto a Fiorenzuola. Nelle foto, la vittima e l'uomo arrestato

Gettata dalla finestra e uccisa per colpa dei messaggi su Facebook con il suo ex. E’ la ricostruzione che la procura di Piacenza ha messo nero su bianco nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere che ha portato all’arresto di Dario Rizzotto, pluripregiudicato nullafacente di 35 anni. E’ accusato di aver defenestrato Daniela Puddu, la ragazza originaria di Iglesias morta lo scorso 14 giugno a Fiorenzuola dopo un volo di undici metri dal terzo piano della palazzina all’angolo di via Illica. Il 35enne, che era l’attuale convivente della ragazza, ha invece cercato di inscenare il suicidio per depistare le indagini coordinate dal sostituto procuratore di Piacenza Roberto Fontana. Secondo il pm, a scatenare il raptus omicida sono stati alcuni messaggi su Facebook che la 37enne ancora si scambiava con il suo ex fidanzato, un indiano che abita in Valdarda. Rizzotto, quella sera, notando che lei stava chattando sul social network, al culmine di una lite poi degenerata in colluttazione, l’avrebbe presa e scaraventata dalla finestra della camera da letto.

Fondamentali, come sempre in questi delitti, i rilievi eseguiti fin da subito dai carabinieri della Compagnia di Fiorenzuola. Che Rizzotto, sospettato fin da subito, fosse un tipo violento, lo conferma il capitano Emanuele Leuzzi: «Si tratta di un soggetto con numerosi precedenti penali e di polizia, che addirittura teneva un diario personale nel quale si era annotato in maggio un episodio in cui aveva picchiato con calci e pugni la fidanzata».
Fin da subito però il 35enne ha cercato di convincere i carabinieri che Daniela Puddu si era gettata spontaneamente dalla finestra. «Una ricostruzione che non sta assolutamente in piedi» sottolineano Fontana e Leuzzi.
I rilievi effettuati quella sera dai carabinieri avevano permesso di trovare, vicino alla finestra, una macchia di sangue sulla parete, compatibile con una colluttazione tra i due fidanzati (colluttazione che invece Rizzotto avrebbe sempre negato). Poi ci sono le testimonianze dei vicini che hanno riferito di aver udito grida e rumori forti provenire dall’appartamento al terzo piano di via Illica, fino al tonfo provocato dall’impatto del corpo della 37enne sul marciapiedi.
Anche la posizione del corpo sull’asfalto dopo la caduta, come fu rinvenuto dai sanitari del 118, non convince gli inquirenti. «Sono ancora in corso accertamenti di cinematica da parte degli esperti, ma possiamo ritenere fin da adesso che un corpo che cade perché si lancia volontariamente nel vuoto non sarebbe mai atterrato in quella posizione, ovvero con la testa rivolta verso il muro e le gambe verso la strada».

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leuzzi fontana cali-2E ancora, la catena spezzata. La vittima aveva al collo una catenina spezzata. Un anello di questo monile è stato però trovato dai carabinieri nell’appartamento vicino alla finestra, chiaro indizio - per gli inquirenti - che era stata strappata durante la colluttazione udita dai vicini di casa. 
Insomma, un quadro indiziario pesante, avvalorato anche dalla testimonianza di un terzo amico della coppia che era appena uscito dall’appartamento dopo averli visti litigare. A influire su tutto il delitto però ci sarebbe l’assunzione di droga e alcol da parte del presunto assassino.

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