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Donne in strada e uomini pronti a sfruttarle: «Non possiamo più tacere!»

I giovanissimi dai 16 ai 21 anni del gruppo scout di Fiorenzuola hanno voluto capire cosa sta dietro al fenomeno della prostituzione. Ci sono riusciti e il 6 luglio allestiranno una mostra durante la Notte Bianca

Il gruppo che ha preso parte al lavoro

“Quante volte sei passato accanto ad una prostituta in strada? L’hai vista, magari l’hai giudicata o forse no. Hai mai pensato quale fosse la sua storia?”. Domande che si sono posti ragazzi giovanissimi, dai 16 ai 21 anni, del gruppo scout di Fiorenzuola. Da qui - il fenomeno della prostituzione - sono partiti alcuni mesi fa con l’idea di informarsi e capire cosa spinge le donne a “lavorare” in mezzo alla strada e gli uomini a sfruttarle. Ci sono riusciti e sono pronti a raccontare le sensazioni emerse in loro trattando questo delicato argomento. Lo faranno con una mostra che verrà allestita il 6 luglio per la Notte Bianca in via Liberazione a Fiorenzuola.

«Tramite l’emozionante testimonianza di don Adamo Affri della comunità “Papa Giovanni XXIII” ci siamo avvicinati a questa realtà che ci ha portato a un incontro diretto con queste ragazze» - ci raccontano Margherita Bettassa, Elena Gerra, Maria Teresa Folli e Michele Amici a nome anche dei loro coetanei del gruppo scout. «Ad esempio abbiamo incontrato Katja, una madre polacca di 25 anni con due figli: fa la prostituta per pagare un avvocato per poter denunciare i soprusi del marito; Amelia, una ragazza albanese di 21 anni che faceva la modella. È venuta in Italia con la speranza di una vita migliore ma le servono i soldi per poter ottenere i documenti che le permettano di lavorare. E Magda, una ragazza romena di 23 anni. È stata violentata da ragazzina ed è disgustata del suo lavoro, ma le servono i soldi per mantenere suo figlio».

I giovani scout non si sono fermati qui: hanno partecipato alla fiaccolata contro la prostituzione “Fermiamo la domanda!” organizzata dalla comunità Papa Giovanni XXIII. Un'occasione per ascoltare la testimonianza di un cliente pentito, padre di famiglia, uomo in carriera: «Trascinato da stanchezza e frustrazione – ricordano – ha iniziato ad allontanarsi dai suoi affetti avvicinandosi al mondo della prostituzione».

“A che conclusione siete arrivati?”, chiediamo. «Ci sono storie diverse accumunate da un’unica matrice: un problema dilagante di solitudine pervade la nostra società – spiegano i ragazzi. Questa solitudine porta a relazioni sterili. Uomini e donne che perdono la loro dignità guidati dal bisogno di soddisfare le proprie pulsioni o alla ricerca di un’apparente vita migliore. Come spesso si ripeteva durante la fiaccolata “Noi, non possiamo più tacere!”».

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