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False polizze vita e quasi cinquanta clienti truffati: famiglia di assicuratori rinviata a giudizio

Sono accusati di truffa, truffa aggravata, appropriazione indebita, e associazione per delinquere. Agivano a Fiorenzuola per conto di Allianz Group che, in seguito a un'ispezione interna, aveva denunciato tutto alla guardia di finanza e revocato il mandato

Polizze assicurative false create al fine di appropriarsi dei relativi premi per un totale di 3,5 milioni di euro, 44 persone truffate in dieci anni e cinque agenti assicurativi rinviati a giudizio nei giorni scorsi con le accuse di truffa, truffa aggravata, appropriazione indebita, e associazione per delinquere. Si tratta della famiglia Piccioni composta da Maurizio e la moglie Albertina Mori Pellegrini e dai due figli Filippo e Roberto e dalla moglie di quest'ultimo, Marina Bassi. Ad alzare il velo nel marzo del 2018 su quanto avevano fatto la guardia di finanza dopo la denuncia della compagnia Allianz Group per la quale la famiglia gestiva una filiale a Fiorenzuola, filiale oggi gestita da persone totalmente estranee ai fatti.  Le indagini dei militari, coordinati allora dal sostituto procuratore Roberto Fontana, erano inziate nel 2015 dopo la denuncia dell'Allianz Spa nei confronti della sub-agenzia nella quale aveva evidenziato una serie di rilevanti anomalie emerse in seguito ad un'ispezione interna e il mandato era stato immediatamente loro revocato. «Si tratta di una truffa particolarmente odiosa perché va a intaccare quasi sempre risparmi di una vita di persone che avevano la totale fiducia negli assicuratori, con il rischio di generare danni ben peggiori», aveva dichiarato all'epoca Fontana. I cinque sono difesi dagli avvocati Emanuele Solari, Antonino Rossi, Patrizia Picciotti e Giancarlo Dascanio. 

Il meccanismo truffaldino era consistito nel confezionare polizze assicurative fasulle, predisposte con il solo fine di appropriarsi dei relativi premi. Di qui la spiacevole conseguenza per gli ignari clienti, vittime della fiducia accordata all’assicuratore che, convinti di avere sottoscritto una regolare polizza. Di fatto sono rimasti privi di ogni forma di copertura assicurativa e derubati. Quarantaquattro le persone del Piacentino ma anche del Parmense truffate per 3,5 milioni di euro. Tra loro anche un'89enne che aveva sottoscritto una polizza vita da 420mila euro. I cinque agenti, secondo l'accusa, avevano creato negli anni una rete finalizzata alla creazione di polizze totalmente o parzialmente false con lo scopo di appropriarsi dei premi ritirandoli e bonificandoli sui propri conti correnti a danno degli investitori che di fatto si sono ritrovati privi di qualsiasi copertura, ossia oltre il danno anche la beffa. Agivano sostanzialmente, fanno sapere le Fiamme Gialle, in tre modi: alteravano polizze vere con interessi fino al 6-8% allettando così i clienti che pensavano di fare un buon investimento, creavano ex novo polizze false, e ritiravano i premi che consistevano nei risparmi degli investitori manipolando conti correnti. Un meccanismo che -  hanno detto i militari - sapevano che non avrebbe potuto reggere negli anni ma che hanno continuato a perpetuare per andare di volta in volta a ripianare "buchi" che si venivano a creare. 

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