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Il premio "San Fiorenzo" alla memoria di Gigi Masini: «Ha dedicato la vita al servizio della comunità»

Diacono dal 1989, lo scorso marzo è stato "strappato" alla vita da una malattia all'età di 65 anni. In occasione del patrono di Fiorenzuola verrà ricordato dalla "sua" comunità, con la consegna del prestigioso riconoscimento alla moglie e ai figli

Luigi Masini

Sarà un premio alla memoria quello che verrà assegnato quest’anno per San Fiorenzo, il patrono di Fiorenzuola. La comunità parrocchiale e non, con il prestigioso riconoscimento, vuole ricordare Luigi Masini, diacono “strappato” alla vita da una malattia all’età di 65 anni, lo scorso marzo. «Una persona che è riuscita a realizzare una straordinaria completezza e pienezza di vita nella professione, nella famiglia e nel servizio di volontariato nella direzione dell’educazione dei ragazzi e dei giovani nei gruppi parrocchiali, nella direzione della formazione dei fidanzati, della scuola genitori, dell’amministrazione del mensile “L’Idea” e dei soggiorni a Rompeggio». Lo si legge nelle motivazioni che hanno spinto la commissione (composta dal presidente don Giani Vincini, Fernanda Danesi e Fausto Fermi in rappresentanza della parrocchia di San Fiorenzo, Martina Binelli ed Elena Rossini per il Comune, Lidia Mazzetta per il mensile “L’Idea”, Giorgio Agosti come segretario) ad assegnare all’unanimità il premio a Masini. Verrà ritirato dalla moglie Carla Rugalli e dai figli Francesca, Emanuele, Leonardo e Nicolò nella serata di mercoledì 16 ottobre, la vigilia del patrono, durante il concerto della Corale in Colleggiata.

Nato nel 1954 Masini si era diplomato ragioniere e aveva iniziato a lavorare subito, dapprima come impiegato alla “Raggio di Sole” poi, «per la scelta della libera professione» come consulente finanziario. «Scelta originata dalla necessità di poter disporre più liberamente del tempo per meglio affrontare le nuove esigenze familiari» – raccontano i rappresentanti della commissione, che Masini lo conoscevano bene. Era stato ordinato diacono il 30 settembre del 1989: «Aveva una propensione naturale al servizio, alla cordialità, al sorriso, potenziata dalla sua solida fede cristiana» - leggiamo sempre nelle motivazioni. «Esercitava la sacra ordinazione nella liturgia, nella benedizione delle case, nei funerali, nell’accompagnamento formativo di fidanzati e genitori». Oltre alla famiglia, al lavoro e alla parrocchia (che ormai «considerava come una seconda casa» e per la quale si era rivelato «dinamico capomastro e muratore per il restauro della vecchia casa colonica») aveva dedicato parte della sua vita al mondo dello sport. «Gigi – così era conosciuto in paese - si distingueva come bravo calciatore e ultimamente anche come animatore della squadra dell’Oratorio San Fiorenzo». Aveva anche collaborato nella fondazione della squadra locale di rugby.

Spentosi lo scorso 4 marzo all’ospedale di Reggio Emilia, ricordato come «una persona dal cuore immenso, «umile e attento» e «capace di apprezzare le gioie della vita, capace di stare nelle difficoltà ma con lo sguardo sempre rivolto verso l’alto». «La grandissima folla di amici e conoscenti che aveva partecipato alle due veglie funebri e al suo funerale in collegiata attesta la fondatezza della decisione di assegnare il Premio San Fiorenzo 2019 alla memoria a Luigi Masini» - fanno sapere dalla commissione.

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