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Furti e ricettazione, sgominata banda di sinti dai carabinieri di Venezia: un arresto anche a Cadeo

I militari del Nucleo investigativo di Venezia hanno sgominato un’associazione a delinquere operativa nel nord Italia e dedita a furti e ricettazione. Tra gli otto arresti anche una donna italiana di etnia sinti residente a Cadeo

La refurtiva sequestrata dai carabinieri di Venezia

Ha toccato anche la provincia di Piacenza l’operazione “Revenge” eseguita dai carabinieri del Comando provinciale di Venezia e che ha permesso di sgominare un’associazione a delinquere operativa nel nord Italia e dedita a furti e ricettazione. Tra le otto persone arrestate c’è anche una donna italiana di etnia sinti, residente in via Roncaglia a Cadeo. L’hanno fermata questa mattina i militari dell’Arma durante l’esecuzione sei misure di custodia cautelare in carcere e due agli arresti domiciliari (tra i quali la donna residente a Cadeo) con varie accuse a carico dei fermati. Si va dall’associazione per delinquere a furto aggravato e ricettazione, fino a maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Altre quindici persone risultano indagate.

CENTO COLPI PER MEZZO MILIONE DI EURO – A consentire ai carabinieri di dare il via alle indagini è stata la denuncia presentata da una donna nei confronti del convivente che faceva parte della banda. Lui e i suoceri l’avrebbero maltratta più volte in casa e così i militari hanno iniziato ad eseguire una serie di accertamenti sulla comunità sinti di Venezia e Verona. I militari del nucleo investigativo di Venezia, comandati dal maggiore Emanuele Leuzzi, già alla guida della Compagnia di Fiorenzuola fino al 2017, hanno scoperto il collegamento di queste persone con una serie di furti messi a segno in abitazioni e su automezzi in sosta, probabilmente anche con l’utilizzo di una pistola semiautomatica ritrovata nelle perquisizioni, tra Veneto, Lombardia ed Emilia. «In tutto ne avrebbero messi a segno un centinaio, riuscendo a racimolare mezzo milione di euro. Un marocchino residente nel Padovano poi ricettava il materiale rubato, destinandolo al suo paese natale. Durante le indagini è stata individuata e sottoposta a sequestro refurtiva per un valore di circa 100mila euro».

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