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Guardia medica condannata: «giocava alle slot al bar»

Otto mesi per un camice bianco che lavorava a Monticelli tra il 2012 e il 2013. Assolto dall’interruzione di pubblico servizio

Una condanna e un’assoluzione per il medico di guardia di Monticelli accusato di aver truffato l’Asl perché durante le ore di servizio sarebbe andato al bar, dove avrebbe anche fatto qualche puntata al videopoker. Nazario Fulgaro, medico di guardia nel periodo tra il 2012 e il 2013 è stato condannato a 8 mesi e 400 euro di multa per truffa. E’, invece, stato assolto dal reato di interruzione di pubblico servizio con formula piena perché «il fatto non sussiste». Il pubblico ministero Monica Bubba aveva chiesto la condanna a un anno, 6 mesi e 600 euro di multa. Il difensore del professionista, l’avvocato Vincenzo Cocco (Foro di Bologna), ha chiesto l’assoluzione per tutte le accuse perché non ci sarebbe stato alcun reato. Il giudice Gianandrea Bussi, invece, ha deciso per la condanna di un reato.

Il camice bianco era in servizio a Monticelli e un’indagine dei carabinieri aveva portato la procura a contestargli i reati, per essersi assentato tra il novembre 2012 e gennaio 2013. Secondo la pubblica accusa, il medico non avrebbe risposto al telefono e avrebbe affisso un cartello fuori dalla porta con un numero di telefono da chiamare in caso di emergenza. Versione opposta quella della difesa. Secondo l’avvocato Cocco, nei locali della Guardia medica non c’era nemmeno l’ambulatorio, erano vecchi e senza riscaldamento: in estate si moriva dal caldo e in inverno si gelava. E’ vero che il medico era uscito, ma andava spesso al bar per mangiare e ci restava una o due ore. In quelle occasioni magari ha fatto anche una puntata alle slot machine. Nessuna interruzione di servizio, perché esisteva un trasferimento di chiamata sul suo cellulare e lui era sempre reperibile «tanto che il giudice lo ha assolto dall’interruzione di pubblico servizio. Ci aspettavamo l’assoluzione anche per la truffa». Inoltre, è stato accertato che il cartello non era stato messo da F.. C’è poi un episodio in cui il medico sarebbe stato visto andare in auto vicino a un night club. «Ma l’auto era la sua - ha spiegato l’avvocato - e i carabinieri che lo seguivano hanno detto che la vettura non si è fermata, ha girato nel parcheggio e se ne è andata». La difesa attende le motivazioni della sentenza e valuterà il ricorso in Appello.

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