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Infortuni sul lavoro e binomio affettività-disabilità, due proiezioni il 10 luglio a Monticelli

Approdano nella nostra provincia “Qualcosa…cambierà” e il film cortometraggio “Senza…peccato”. Appuntamento il 10 luglio alle 20 presso il circolo Arci Amici del Po di Monticelli

Stefano Accorsi e Bruno Galvani

Dopo aver girato in lungo e in largo quasi tutta l’Italia, accompagnati quasi sempre dal protagonista principale, approdano nella nostra provincia “Qualcosa…cambierà” e il film cortometraggio “Senza…peccato”. “Qualcosa cambierà” è il docufilm del “Tour per la sicurezza sul lavoro” - un’iniziativa straordinaria nel suo genere per promuovere la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali nei luoghi di lavoro, realizzata dall’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) con il Patrocinio del Senato della Repubblica, dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), della RAI, dell’ANSA e con il prezioso contributo della TGR Rai che ha sostenuto fortemente il progetto, avendo una costante attenzione attraverso le Testate Giornalistiche Regionali e grazie alla cui collaborazione è stato possibile la realizzazione del documentario che raccoglie le immagini più salienti dei numerosi servizi realizzati per l’occasione – il quale racconta il viaggio intrapreso dal Presidente della Fondazione ANMIL “Sosteniamoli subito”, Bruno Galvani (paraplegico dall’età di 17 anni per un infortunio sul lavoro), che ha attraversato nel 2016 tutta l’Italia, lungo un percorso partito da Monfalcone (GO) il 28 aprile, Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, e conclusosi il 17 giugno a Roma. L’iniziativa ha toccato oltre 40 città nell’arco di 51 giorni. La colonna sonora del docufilm è stata realizzata dalla cantautrice Mariella Nava, dal musicista Mimmo Cavallo e dal rapper Skuba Libre.

Mentre la seconda proiezione rigurderà un tema molto complesso: il binomio sessualità/affettività e disabilità gravissima.  “Di questo argomento tabù – sottolinea Bruno Galvani – nel nostro paese si sta parlando addirittura dagli anni settanta (basta citare, per capirci, Cesare Padovani o Rosanna Benzi e più recentemente Bruno Tescari o Max Ulivieri) e la Fondazione Anmil e Anmil stanno portando il loro contributo alla causa perché una volta per tutte si tratta di ribadire che il disabile e la sua famiglia vivono quotidianamente tantissime frustrazioni e quelle che fanno riferimento alla loro vita affettiva, ai rapporti interpersonali, sulla necessità di tenerezza, dell'amore, della sessualità, sono fra le più importanti e negarle sarebbe veramente un peccato mortale. Se vogliamo dirci un paese civile, crediamo sia assolutamente necessario porci il problema ed affrontarlo in modo serio, senza pregiudizi, perché queste persone hanno bisogno di essere comprese ed aiutate”. A livello legislativo nel nostro paese non è stato prodotto ancora nulla, anche se il sen. Sergio Lo Giudice, nel 2014 aveva presentato, insieme ad altri firmatari, un  disegno di legge per normare questa problematica, che però non è mai stato calendarizzato. “È inaccettabile – ribadisce Bruno Galvani - che una persona priva di autonomia sia costretta a rivolgersi alla prostituzione o peggio ancora all’intervento dei familiari, come purtroppo oggi succede. Eppure esistono esempi virtuosi di Paesi che hanno affrontato il problema e, senza preconcetti, hanno cercato soluzioni rispettose dei diritti di tutte le parti in causa, con un approccio medico e specialistico. In Olanda, Germania, Belgio e Paesi Scandinavi, sono stati istituiti appositi servizi di “assistenza sessuale per i disabili” che offrono ai disabili dei due sessi (compresi gli omosessuali) prestazioni di assistenza specialistica per la pratica sessuale.  In Germania gli assistenti sessuali devono seguire un corso di formazione specifico per conoscere le varie forme di disabilità e le diverse difficoltà che possono presentarsi. In Olanda è addirittura il Servizio Sanitario Nazionale a finanziare le prestazioni di assistenza sessuale, fino a dodici volte l’anno. In Gran Bretagna, dove non esiste la professione dell’assistente sessuale, sono stati comunque creati strumenti, come siti internet, per mettere in contatto disabili e professionisti del sesso.Negli Stati Uniti, infine, esiste l’Associazione internazionale che riunisce gli assistenti sessuali di tutto il mondo, con tanto di regolamento etico. In conclusione mi pare assolutamente necessario ringraziare Stefano Zammatti e gli Amici del Po, per aver deciso che anche in estate si può parlare ti temi così forti come la sicurezza nei luoghi di lavoro e la sessualità nella disabilità”.

Il film cortometraggio “Senza…peccato”, sostenuto dalle sedi Anmil di Piacenza e Trento, dalla Sipaa, da Bulla Sport e promosso a livello nazionale dalla Fondazione Anmil, è stato realizzato dal regista piacentino Marco Toscani e vede come protagonista Daniele Ciolli. L’intento del cortometraggio è “catturare” l’attenzione del pubblico su un argomento così impegnativo e sottovalutato, e offrire quindi allo spettatore un’occasione per riflettere sulla diffusa convinzione che le persone con disabilità siano assoggettate all’“asessualità”, o comunque non idonee a vivere e sperimentare la sessualità. Essere d’aiuto nell’indispensabile lavoro divulgativo su questo tema, tramite la fruibilità e la piacevolezza di un linguaggio comunicativo e d’immediato impatto come quello di un film.

All’incontro, previsto il prossimo 10 luglio alle ore 20,00 presso il circolo Arci Amici del Po di Monticelli d’Ongina, saranno presenti: il regista del cortometraggio Marco Toscani, il presidente della Sede Anmil di Piacenza Giovanni Ferrari, Valter Bulla (che ha sostenuto a livello economico entrambe le iniziative) e  il Presidente della Fondazione ANMIL “Sosteniamoli subito”, Bruno Galvani.

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