FiorenzuolaToday

«L’agricoltura va difesa e valorizzata, è la garanzia di un mondo migliore»

Coldiretti ha celebrato la "Giornata del Ringraziamento", per la prima volta a Fiorenzuola, con la Santa Messa presieduta dal vescovo e le mostre di trattori e tipicità piacentine

Al centro Marco Crotti e il vescovo di Piacenza (fotoservizio di Leonardo Trespidi)

Per una giornata Fiorenzuola si è “vestita” di giallo. È il colore di Coldiretti che, il 25 novembre, ha festeggiato la 68esima Giornata provinciale del Ringraziamento. Per la prima volta nel capoluogo della Valdarda, ha radunato agricoltori, vertici dell’associazione di categoria, autorità militari e civili: sindaci, consiglieri regionali e parlamentari. Ha richiamato anche l’attenzione del vescovo monsignor Gianni Ambrosio che ha presieduto la celebrazione Eucaristica in Collegiata, dove si è detto “grazie” al Signore per i frutti della terra. «Diciamo grazie anche per quelle volte in cui la stagione agricola non si chiude nel migliore dei modi» - sono state le parole dell’assessore all’Agricoltura del Comune di FIorenzuola, Franco Brauner.

Ma la Festa del Ringraziamento ha voluto essere la festa di tutti perché è riuscita a riunire, prima per le vie del centro con il corteo aperto dalla banda “La Magiostrina” e poi in chiesa, tanti fiorenzuolani, anche loro con il fazzoletto giallo attorno al collo. «Questa è la festa di tutta la comunità: ogni domenica noi rendiamo grazie al Signore», ha detto il vescovo che poi ha parlato dell’amore, «una forza grande che genera vita»: «Dobbiamo avere amore per il creato, come la nostra terra. Non pensiamo al potere di consumo, al guadagno: roviniamo noi stessi». «Non dimentichiamoci di riconoscere che abbiamo bisogno dell’aiuto del Signore – ha aggiunto don Stefano Segalini, assistente ecclesiastico di Coldiretti (insieme a loro anche don Giuseppe Illica) - in quanto quando l’uomo si dimentica di dire grazie non ha più a cuore nemmeno il prossimo». E a testimonianza di queste parole, nell’offertorio ecco arrivare all’altare i cesti con i frutti della terra, simbolo del «dono del creato» e della biodiversità. «È un valore – ha detto il presidente provinciale Marco Crotti –, è una ricchezza che garantisce lo sviluppo di un mondo migliore. Biodiversità vuol dire salvaguardare la storia, le culture, le specie, garantire un diverso accesso al mercato, garantire al consumatore trasparenza sui prodotti. Perché il cibo non è una merce ma fonte di vita e una garanzia per la salute». Crotti e il direttore Giovanni Luigi Cremonesi hanno ringraziato il vescovo «per essere stato alla guida della comunità cristiana locale negli ultimi undici anni»; mentre si alzavano verso il cielo i palloncini gialli in segno di riconoscimento. Regia organizzativa dell’evento sono stati il segretario di zona Franco Fittavolini e il presidente di sezione Andrea Testa. 

Prima della benedizione dei mezzi agricoli esposti in piazza e dell’arrivederci a Bobbio nel 2019, ha preso la parola il sindaco Romeo Gandolfi

L'intervento del sindaco di Fiorenzuola

«Come sindaco di Fiorenzuola sono onorato di ospitare questa manifestazione che per la prima volta si svolge nella nostra città. Sappiamo quanto questa giornata abbia un significato importante per Coldiretti e per questo siamo felici che sia stata scelta Fiorenzuola come sede di questo avvenimento. Fiorenzuola ha da sempre una grande tradizionale agricola radicata nel territorio. Forte è la presenza di aziende strutturate, attive da generazioni, che producono eccellenze nell’ambito agroalimentare. Non a caso la giornata del Ringraziamento offre anche l’occasione per mettere in mostra proprio le eccellenze del nostro territorio con una vetrina dedicata alle tipicità agroalimentari. Degna di nota l’enoteca della Valdarda: un’esposizione che rende orgogliosi e che sottolinea il forte legame tra il campo e la tavola. Come primo cittadino mi sento di affermare che le aziende del territorio e le nostre politiche locali si rispecchiano in pieno in uno dei capisaldi della filosofia di Coldiretti, ovvero la difesa del cibo italiano, del cibo a chilometro zero che sposa la stagionalità, la territorialità e che viene prodotto nel rispetto dell’ambiente. Giornate come queste devono essere valorizzate, ricordando che l’agricoltura, di cui Coldiretti si fa da sempre portavoce, riveste un ruolo importantissimo oggi quanto in passato. Non a caso rappresenta il fulcro dell’economia del nostro paese. L’agricoltura deve essere intesa come stile di vita, come patrimonio, come identità culturale. E’ quell’arte che deve essere tramandata di generazione in generazione. Non a caso per molti giovani, riveste oggi come con tempo, una vera opportunità in cui investire energie e competenze. Infine tengo a sottolineare che anche la nostra Amministrazione comunale aderisce in toto al progetto Coldiretti Eat Original. Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) ovvero una raccolta firme per chiedere alla Commissione di Bruxelles di agire sul fronte della trasparenza e dell’informazione al consumatore sulla provenienza di quello che si mangia».

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Commenti (1)

  • Le tante autorita presenti non capisco cosa intendono per stimolare e salvaguardare l'agricoltora visto che se pur " costretti" hanno approvato la cementificazione di 200.000 mq (per ora) a Roncaglia

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