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«La morte di un lavoratore nel giorno del Primo Maggio è una sconfitta sociale di tutti»

Filippo Calandra, segretario Fillea e il segretario della Camera del Lavoro Gianluca Zilocchi: «La festa del Primo Maggio è stata macchiata di sangue, e nel peggiore dei modi possibili. E’ inaccettabile morire sul lavoro, in particolare diventa emblematico se succede il giorno della Festa dei lavoratori»

Il luogo della tragedia

«La festa del Primo Maggio è stata macchiata di sangue, e nel peggiore dei modi possibili. E’ inaccettabile morire sul lavoro, in particolare diventa emblematico se succede il giorno della Festa dei lavoratori. Siamo di fronte a un fatto che deve spingere tutti i soggetti coinvolti ad azioni conseguenti per fare in modo che tragedie come quella che ha colpito la famiglia di Alessandro Ziliani non capitino più».  Filippo Calandra, segretario Fillea di Piacenza, e il segretario della Camera del Lavoro di Piacenza, Gianluca Zilocchi, affidano a una nota pubblica inviata alla stampa alcune riflessioni sulla tragica scomparsa di Alessandro Ziliani, 50enne muratore di Bergamo vittima di un infortunio letale sul lavoro nel pomeriggio del Primo Maggio, in un cantiere a Chiavenna Landi, provincia di Piacenza, in un’azienda agricola.   «La morte di un lavoratore nel giorno della Festa dei Lavoratori è una sconfitta sociale di tutti. Già ieri, la 14esima edizione del Cuncertass è stata segnata dalla notizia dell’infortunio che ha fermato la festa per una doverosa riflessione. La platea dei giovani presenti è rimasta molto colpita da questa notizia, che successivamente si è trasformata in tragedia. Purtroppo - proseguono Zilocchi e Calandra - le cose che come Cgil abbiamo denunciato nei nostri interventi nelle piazze del Primo Maggio, da Bologna a Piacenza, passando per Monticelli, hanno trovato le conferme più tragiche che potessero trovare proprio nel corso della giornata della festa dei lavoratori. C’è troppa gente che lavora in giornate che dovrebbero essere dedicate ad altro, e questo apre un oceano di problemi e di riflessioni da dover fare. Siamo di fronte a una sconfitta collettiva». «Questo episiodio - concludono dalla Cgil di Piacenza - merita una riflessione più approfondita che deve coinvolgere le istituzioni, per questo da un lato facciamo appello alla sensibilità e all’attenzione sempredimostrata dalla Prefettura di Piacenza sul tema. D’altro canto, stiamo valutando come rispondere pubblicamente per rimettere con forza al centro il tema della sicurezza sul lavoro, ovviamente in modo unitario».

Presidio per la sicurezza sul lavoro - Tristezza e dolore non bastano per la morte del giovane operaio edile, deceduto nell'incidente a Chiavenna Landi. Questa nuova tragedia sul lavoro, avvenuta il Primo Maggio, obbliga tutti ad intervenire, per quanto di competenza, perché non si può e non si deve morire di lavoro.  In seguito a questo e ad altri recenti gravissimi eventi, come quello avvenuto a Gariga solo il 25 aprile scorso, CGIL CISL UIL  promuovono un presidio davanti alla Prefettura di Piacenza il prossimo sabato 4 maggio,  presumibilmente ore 11. CGIL CISL UIL rivolgono un appello a cittadini ed alle istituzioni affinché partecipino all'evento, facendo sentire forte il rifiutò della comunità piacentina nei confronti della incultura della fatalità e del rischio.

Il Pd aderisce al presidio dei sindacati

Il Pd aderisce al presidio promosso dalle Confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil per sabato mattina davanti alla Prefettura. "L'infortunio mortale - commenta il Partito Democratico locale - che ha lasciato sul campo un lavoratore proprio il 1 maggio, oltre a privare una famiglia di un affetto  e di un sostentamento fondamentali, dimostra come il bisogno di lavoro costringa tanti lavoratori a prestare la propria opera sempre, anche in giornate festive. Nell'auspicio che questa famiglia non venga lasciata sola il Pd provinciale sottolinea che la garanzia del lavoro e le sue tutele devono tornare ad essere al centro dell'attenzione e delle decisioni dell'agenda politica e istituzionale, sia per la corretta applicazione delle norme sulla sicurezza del lavoro, tema sul quale non va mai abbassata la guardia, sia per far sì che il lavoro torni ad essere un diritto riconosciuto in quanto tale".

Articolo 1 al presidio: Ogni anno si consuma una strage

Articolo 1 aderisce al presidio promosso da Cgil, Cisl e Uil per sabato mattina davanti alla Prefettura. Ancora una volta dobbiamo piangere un lavoratore che ha perso la vita mentre stava lavorando e per dipiù il 1 maggio! Articolo 1 si unisce al dolore dei familiari e ricorda come nei primi mesi del 2019 sono già più di cento i lavoratori morti sul lavoro. Ogni anno si consuma una vera e propria “strage” che evidenzia come la sicurezza sul lavoro sia nel nostro paese una vera emergenza nel disinteresse delle istituzioni.  Se più prevenzione e vigilanza, strumenti adeguati, formazione e informazione sono i mezzi migliori per contrastare il fenomeno non va dimenticato che occorrono anche più controlli se, come ci ricorda il presidente dell’Anmil, Bettoni, “delle 20.942 aziende ispezionate nel 2018 dall’I.N.A.I.L. (Ispettorato Nazionale del Lavoro) ben 16.394, pari al 78,2% del totale, sono risultate irregolari con una crescita del tasso di irregolarità del 5% rispetto all’anno precedente. “Le violazioni accertate sono state 31.218, di cui la stragrande maggioranza (26.885) di natura penale e 4.333 di natura amministrativa”.

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