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Motociclisti morti a Chiavenna Landi, condanna a 4 anni

Il giudice ha accolto la richiesta dell’accusa per il terribile schianto del giugno 2016. La difesa ricorrerà in Appello: «C’è spazio per rivedere la quantificazione della pena»

Lo schianto e le vittime

E’ stato condannato a 4 anni, per omicidio stradale, l’uomo al volante dell’auto che tamponò un furgone, la vettura si girò e finì a sua volta contro una moto sulla quale c’erano due persone che persero la vita. «Leggeremo le motivazioni e poi ricorreremo in Appello - ha affermato l’avvocato Alessandro Zanelli, difensore di Alex Bernardelli, il giovane ritenuto responsabile - perché riteniamo ci sia lo spazio per rivedere la quantificazione della pena, a mio avviso eccessiva». Il giudice Gianandrea Bussi ha accolto in pieno la richiesta del pm Monica Bubba del 27 marzo. Il terribile incidente avvenne il 27 giugno del 2016, costò la vita a Paolo Scaglia, 54 anni di Piacenza, e alla collega Nadia Bortolotto di 26 anni, residente a Predosa (Alessandria). Entrambi erano fisioterapisti e colleghi di lavoro alla cooperativa Inaqua. La coppia di motociclisti era stata sbalzata contro l’auto di Bernardelli che si era messa di traverso dopo aver urtato un furgone fermo in mezzo alla strada per Cortemaggiore, nei pressi di Chiavenna Landi, dove c’è un rettilineo. Un punto contestato dalla difesa riguarda proprio il furgone, che non è ancora stato chiarito se fosse fermo o in leggero movimento. Per l’avvocato Zanelli, poi, ci fu anche un camion che passò sopra i detriti alterando lo stato della strada e i successivi rilievi. Secondo il difensore, l’autista aveva prima ammesso, poi aveva detto di non ricordare, infine in aula aveva affermato di non aver messo la freccia. L’assicurazione aveva risarcito i familiari dei due motociclisti e le altre persone coinvolte nell’incidente (due feriti lievi). Bernardelli, infine, in due occasioni chiese scusa ai familiari delle vittime. Secondo l’accusa, invece, la responsabilità dell’automobilista era stata accertata: avrebbe viaggiato a 120 km/ora, invece dei 90; tamponando il furgone non ha rispettato la distanza di sicurezza: il pm poi contestò a Bernardelli di non aver tenuto un comportamento processuale corretto, negando le proprie responsabilità.

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