FiorenzuolaToday

Non solo bancarelle, nel week-end di San Fiorenzo arrivano le mostre del Ccf

Sei appuntamenti a partire dal pomeriggio di sabato 20 ottobre. In programma anche una rappresentazione della compagnia teatrale "Ancora senza nome" che coinvolgerà il pubblico in piazza Molinari

Foto di repertorio

È nel week-end della fiera di San Fiorenzo la parte più intensa di appuntamenti di “PHOTO ‘18”, la rassegna ideata dal Club Cinematografico di Fiorenzuola.

Si inizia sabato 20 ottobre alle 17 presso la Galleria-Atelier SM ART di Sonia Mazzetta in via Liberazione 12 a Fiorenzuola d’Arda, sarà inaugurata la mostra fotografica “Diplopia”, composta da una selezione delle opere della giovane ma già affermata autrice emiliana Alessandra Calò. Artista e fotografa, Alessandra Calò lavora e vive a Reggio Emilia e, fin dall’inizio della sua carriera, sperimenta l’uso di nuovi linguaggi che le permettono di approfondire i temi legati alla memoria, all’identità e al linguaggio stesso della fotografia. Pratica dominante nel suo lavoro è la riappropriazione: il recupero e la reinterpretazione di materiali d’archivio attraverso i quali l’artista non intende attuare una rievocazione nostalgica del passato ma proporre una nuova visione della realtà. Ha partecipato a mostre e festival in Italia e all’estero: Circulation(s) Festival de la jeune photographie européenne (Parigi), SI Fest (Savignano sul Rubicone), Fotografia Europea (Reggio Emilia), Open House (Roma). Nel corso degli anni si è specializzata in antiche tecniche di stampa fotografica e nella creazione di vere e proprie installazioni. Ha realizzato numerosi libri d’artista ed opere, alcune delle quali sono entrate a far parte di importanti collezioni e pubblicate su riviste di settore. Nel 2018 vince il premio editoriale Tribew nell’ambito del festival Circulation(s); nel 2017 riceve la menzione d’onore da IPA International Photographic Award e nel 2016 vince il Premio Combat per la sezione scultura e installazione. Per la Giornata del Contemporaneo 2018, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid le dedica la prima mostra personale in Spagna, a Palacio de Abrantes, installazione site-specific dal titolo El Jardín Secreto, a conclusione del percorso di ricerca iniziato durante la residenza artistica per il progetto L’arte che verrà (2017). 

Orario mostra: Domenica 21 ottobre: dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19 
Lunedì, Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato (escluso festivi): dalle 16 alle 19
Altri orari su appuntamento al +39 347 4517087
INGRESSO LIBERO
Fino al 4 novembre 2018

Sempre sabato, ma alle 17,30, presso la Chiesa della Buona Morte (già Oratorio della Natività della Beata Vergine Maria) in via Liberazione a - Fiorenzuola d’Arda sarà inaugurata la mostra fotografica “La cupola del Pordenone” di Marco Stucchi, già formidabile autore della mostra su Guercino, esposta con unanime consenso in occasione di PHOTO '17, trova quest’anno nella più raccolta dimensione dell’oratorio cittadino, una nuova e più intima possibilità di fruizione dell’opera che Giovanni Antonio de’Sacchis (detto Il Pordenone) ha profuso nella chiesa di S. Maria di Campagna a Piacenza. Un’inedita struttura ricostruisce fotograficamente ed in scala ridotta la cupola e i suoi affreschi, permettendo al visitatore un’esperienza molto vicina, ma per certi versi innovativa, a quella che è stata la salita alla Cupola del Pordenone, qui resa possibile grazie alle straordinarie immagini immersive che l’autore, la Banca di Piacenza e i Frati della Basilica Santuario di Santa Maria di Campagna, hanno voluto concedere agli organizzatori ed al pubblico di PHOTO ’18.

Orario mostra: Domenica 21 ottobre dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 16 alle 19. Tutti i giorni seguenti dalle 16 alle 19
INGRESSO LIBERO
Fino al 4 novembre 2018


A chiusura del pomeriggio alle ore 18, presso lo Spazio Culturale Aldo Braibanti (ex Macello) in largo Gabrielli a Fiorenzuola d’Arda si inaugura la mostra fotografica “Cibo in vista”. Otto fotografi del gruppo fotografico Ideaimmagine di Piacenza propongono una sequenza di scatti che interpretano il cibo attraverso raffinate introspezioni, autoritratti, ironia, attimi e gesti abituali della quotidianità domestica, astrazioni caleidoscopiche, contrasti, sguardi sulla realtà. Sguardi che invitano alla lettura del cibo come codice semiotico che ci permette di leggere la sua essenza in molti dei modi possibili. Il cibo come strategia fotografica capace di generare una molteplicità di significati all’interno dell’immagine, ampliando le sue possibilità ermeneutiche, suggerendo trasformazioni del tessuto simbolico-rituale che gli è proprio. Monica Bellonzi, garbata ed elegante autrice che si pone da entrambe le parti dell’obiettivo, ci offre una serie fotografica di autoritratti ironici ed iconici, intitolati Sono Sempre Io.  Per Camilla Biella, che ha documentato il processo di trasformazione del pomodoro in salsa, tutto appare come una sequenza celebrativa carica di crescente pathos, dove un rosso ematico impregna un candido telo, dal titolo evocativo Deposizione. Nelle fotografie di Giovanni Calori la lotta è impari. E non potrebbe essere altrimenti, visto che i soldatini protagonisti di 1:72 sono effettivamente settantadue volte più piccoli delle situazioni che si trovano ad affrontare. 
Con Francesco Covati si apre uno sguardo ai risvolti alchemici del rapporto cibo e corpo: la sua interessantissima raccolta intitolata Signatura Rerorum, coniuga immagini tanto essenziali quanto recondite. Con Cucina di casaGaetano Damasi è volutamente rimasto chiuso (al sicuro?) tra le pareti domestiche delle nostre cucine, tra i cibi fatti in casa. Sono state le geometriche composizioni vegetali fotografate nella raccolta intitolata Potagerie, ad attirare lo sguardo del bravo Franco Merli, che nel suo lavoro ci propone autentiche astrazioni caleidoscopiche, deliziosamente giocate con forme e colori sul filo dell’irreale. Nella foto di Marco Rigamonti intitolata Longarone troviamo, con laconica partecipazione, tutto il contrasto del Bel Paese, in questo caso simbolicamente rappresentato proprio da Longarone, una comunità in provincia di Belluno tristemente legata al disastro della diga del Vajont, ma nota anche per essere sede da quasi sessant’anni di una tradizionale fiera del gelato. Marisa Via ha due differenti progetti: con la composizione di foto dal nome evocativo di Food Porn, si è confrontata con la compulsività di chi fotografa ciò che sta per mangiare, postandone in tempo reale le schermate sui social network. Con la fotografia singola Le Nozze di Cana, l’autrice coglie la stessa famelicità di massa (tipica dei banchetti nuziali), immortalando i frettolosi visitatori del Louvre di fronte alla grande tela del Veronese.  Allieterà l'inaugurazione un concerto dell’Associazione Musicale Phonisos.

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Orario mostra: Martedì ÷ Sabato dalle 16 alle 19
Domenica dalle 10 alle 13
Chiuso Lunedì e Giovedì 1° novembre
INGRESSO LIBERO
Fino al 4 novembre 2018

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