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Oltre settanta immagini aeree inedite per svelare i dettagli e i contesti della Valdarda

L’eccezionale sequenza fotografica compone il libro “Val d’Arda dall’alto”, Edito dalla Tip.le.Co, con testi di Eleonora Barabaschi, grafica di Silvia Giuppi, foto BAMSphoto-Rodella di Montichiari

Una fotografia scattata in Valdarda

Un’occasione per conoscere il territorio della val d’Arda dalla bassa pianura sino alle alte vette (oltre i 1300 metri dei monti Lama e Menegosa), in una spettacolare sequenza di circa 130 fotografie aeree di grande formato; è offerta dal libro “Val d’Arda dall’alto”, pagine 192, Edito dalla Tip.le.Co, con testi di Eleonora Barabaschi, grafica di Silvia Giuppi, foto BAMSphoto-Rodella- Montichiari (Bs), presentato presso l’Auditorium IMG_7648-2della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il volume comprende anche parte dei territori di Pontenure e san Giorgio avendo preferito oltrepassare i confini geografici amministrativi della valle per privilegiare la contiguità geografica e la narrazione. Perciò, affrontando l’area della via Emilia, la sua importanza della direttrice di transito e le “stazioni” di culto lungo il suo tracciato, spostandosi in direzione est da Piacenza è venuto naturale iniziare da Pontenure senza “saltare” direttamente a località più propriamente riconducibili alla val d’Arda.

Con questa opera, ha rilevato l’editore e storico dell’arte Leonardo Bragalini, si è inteso proseguire un progetto editoriale di ampio respiro, iniziato nel 2017 con “Piacenza dall’Alto” (testi di Stefano Pronti),  attraverso il quale si vuol documentare l’intero territorio della nostra provincia fotografato dal cielo, anche con l’intento di compiere un’operazione culturale utile alla conoscenza e  alla documentazione del Piacentino.

Matteo e Basilio Rodella-2Basilio Rodella ha evidenziato come la nostra provincia permetta di coniugare la passione per la fotografia con quella per il volo che caratterizza le produzioni del suo studio Bams Photo (acronimo che unisce il capostipite Basilio alla moglie Alessandra e ai figli Matteo e Stefano) - che dal 1983 ha prodotto oltre 300.000 fotografie aeree.

Eleonora Barabaschi ha fornito all’attenta platea dell’Auditorium l’opportunità di compiere un viaggio virtuale lungo la valle proiettando e illustrando con competenza, circa metà delle immagini del libro, dalla bassa pianura, tra paesaggi golenali e antichi avamposti di confine: Caorso, Monticelli d’Ongina, Castelvetro Piacentino, Villanova sull’Arda, San Pietro in Cerro e Cortemaggiore.  A seguire i territori attraversati dalla Via Emilia e dagli itinerari di transito che da millenni interessano il piacentino: Pontenure, Cadeo, Roveleto e Fontana Fredda, sino a Fiorenzuola e Alseno, Carpaneto e i tanti castelli dell’area che aprono lo sguardo verso le colline, i calanchi e i vigneti tra Val Chero e Val d’Arda toccando Gropparello, Montechino, Vigolo Marchese, Bacedasco, Castell’Arquato e Vigoleno; le maestose vedute dell’alta valle, il Monte Giogo che sovrasta Lugagnano Val d’Arda, il sito archeologico di Veleia, la Diga di Mignano, Vernasca, Castelletto, Vezzolacca, il Monte Santa Franca, Morfasso e l’area della scomparsa Abbazia di Tolla, e infine il passo del Pelizzone e alte vette dei monti Lama e Menegosa.

Sono scatti che rivelano bellezza diffusa; dalle pagine del libro emergono aspetti e prospettive inusuali, spazi verdi inaspettati, chiese, conventi, Val d'Arda_in-3strade e monumenti, paesaggi di rara bellezza con connessioni tra gli spazi, le simmetrie, le proporzioni, da assaporare lentamente, per scoprire dettagli e contesti che fanno nascere il desiderio di un’esplorazione o di una rivisitazione tenendo saldamente i piedi per terra.

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