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Pastelli tossici cinesi, sequestri in tutta Italia: guardia di Finanza anche a Fiorenzuola

La Guardia di Finanza di Trento ha ritirato dal mercato e sequestrato su tutto il territorio nazionale 140mila pastelli provenienti dalla Cina destinati a bambini. Sono considerati non sicuri per la salute perché altamente tossici. Alcune confezioni sono state sequestrate anche a Fiorenzuola

La Guardia di Finanza di Trento ha ritirato dal mercato e sequestrato su tutto il territorio nazionale 140mia pastelli provenienti dalla Cina e destinati a ragazzi e bambini anche in età pre-scolare. I pastelli sono considerati non sicuri per la salute perché altamente tossici. Anche la nostra provincia è stata interessata dall'operazione: alcuni pastelli tossici sono stati sequestrati in un negozio di Fiorenzuola.

Il titolare della società che ha importato il prodotto è stato denunciato per il reato sulla sicurezza dei giocattoli.
I pastelli sospetti, privi del marchio CE di sicurezza e reclamizzati anche su un volantino promozionale di tre grandi catene distributive italiane, sono stati individuati dai finanzieri sugli scaffali di diversi supermercati del Trentino.

Le analisi chimiche - informa la Guardia di Finanza - hanno confermato la presenza dello ftalato dehp sulla vernice esterna della quasi totalità dei pastelli, per una quantità anche tre volte superiore al consentito. Si tratta di una sostanza in grado di ritardare lo sviluppo fisico e mentale dei bambini, in particolare dell'apparato riproduttivo, e creare danni al fegato, ai reni, ai polmoni nonché possibili effetti cancerogeni. Sotto il coordinamento del procuratore della Repubblica di Reggio Emilia Giorgio Grandinetti, le fiamme gialle trentine sono risaliti all'importatore e primo distributore, una società emiliana che li aveva acquistati da un fornitore cinese.

Da qui il sequestro su tutto il territorio nazionale, che ha interessato 800 punti vendita. I finanzieri hanno inoltre individuato un container in arrivo via mare dalla Cina, che è stato intercettato al porto di La Spezia e seguito sino all'interporto doganale di Bologna, dove è stato sequestrato all'atto dello sdoganamento e poco prima dell'immissione del prodotto sul mercato. L'intera operazione è stata denominata "Scuola sicura". (Ansa)

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