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Ospedale di Fiorenzuola, completato lo scheletro. Gandolfi: «Ora vigilare sui contenuti»

Completata l'ultima soletta della struttura dell’ospedale: sul cantiere issata la bandiera del Comune. E sulla sanità locale il sindaco spiega «cosa è successo negli ultimi 25 anni»

Il sopralluogo nel cantiere

Una bandiera con lo stemma del Comune per dare una buona notizia alla città: la struttura in cemento armato del blocco B dell’ospedale è stata completata. Ad installarla sulla sommità del ponteggio nel cantiere sono stati il sindaco Romeo Gandolfi, l’assessore all’Urbanistica Franco Brauner e il capocantiere Luciano Pelucchi «in una fredda e nebbiosa mattina tipica della pianura padana» - come ha scritto lo stesso primo cittadino sul suo profilo Facebook. Proprio l’8 gennaio è stato eseguito il getto di completamento dell'ultima soletta della struttura dell’ospedale, «futuro Centro Interprovinciale della riabilitazione» - ha scritto sempre Gandolfi.

Ma la bandiera del Comune di Fiorenzuola issata sul cantiere vuole rappresentare «tutti i Comuni della nostra provincia – spiega il sindaco -, tutti coloro che hanno contribuito sino ad oggi alla realizzazione di questa importante opera della nostra sanità: tecnici, esponenti di tutte le istituzioni coinvolte come Regione Emilia-Romagna, Azienda Usl, Provincia di Piacenza, Conferenza territoriale sociosanitaria, tutti i sindaci piacentini».

I tempi dei lavori

Poco più di un anno fa alla ripresa dei lavori dopo le complicate operazioni di bonifica del cantiere dove erano stati rilevati idrocarburi nel terreno, erano state rese note dall’assessore regionale alla Sanità e dal direttore generale di Ausl le tempistiche per la conclusione del blocco B: «Una volta completato lo scheletro del nuovo padiglione – era stato detto – occorreranno almeno dodici mesi per la realizzazione degli interni». Entro fine 2019, quindi, sarà ultimata una struttura che «ritornerà a dare, oltre che servizi sanitari specialistici a tutti i cittadini, anche una ventata di ossigeno ad un centro storico che dal 2013, con l’abbattimento del vecchio Blocco B ha perso anche la sua più grande fonte di acquirenti ed utenti» - ha scritto alcuni giorni fa Gandolfi in un comunicato rivolto alle opposizioni.

«Vigilare sui contenuti»

«Oggi il progetto del Polo Riabilitativo – si legge sempre nel comunicato del sindaco - è quanto di più moderno e funzionale si possa realizzare nella nostra provincia. Spetta a noi vigilare sul fatto che la nuova struttura sia dotata del personale adeguato alle sue funzioni ed a cercare di riempire il più possibile di contenuti funzionali l’edificio che verrà ultimato».

Gandolfi: «Ecco cosa è successo negli ultimi 25 anni»

«Sull’ospedale e sulle tematiche sanitarie - interviene il sindaco -, se avessimo percorso la via della battaglia ad oltranza ci saremmo trovati a fronteggiare gli “avversari” con armi caricate a salve, senza quasi più niente da difendere. I politici fiorenzuolani e provinciali degli ultimi venticinque anni sono tutti responsabili della situazione attuale dell’ospedale di Fiorenzuola. Il nostro territorio si è fatto prima sfilare di mano da Fidenza l’ospedale unico della Valdarda, a finanziamento regionale già deliberato, e non solo per responsabilità del sindaco pro tempore, tra l’altro appena insediatosi nel 1993, ma per volontà di tutti o quasi gli amministratori locali dell’epoca senza distinzione di colore politico. E a quel tempo contò evidentemente molto poco il fatto che il presidente della Provincia fosse un nostro illustre concittadino, diventato onorevole alcuni mesi dopo».

«Negli ultimi vent’anni poi - conclude -, ex onorevoli, sindaci ed assessori fiorenzuolani, che oggi divisi all’opposizione sono così battaglieri nei confronti nostri oltre che di Asl e Regione, hanno assistito da spettatori al depotenziamento progressivo del nosocomio fiorenzuolano, anche quando erano in posizioni di rilievo a livello provinciale, regionale e nazionale ed avrebbero potuto incidere significativamente sul mantenimento di servizi e prestazioni. E’ quanto meno curioso che oggi questi soggetti chiedano di essere parte attiva nel percorso che stiamo portando avanti, dato che nella prima occasione in cui furono coinvolti, il 27 settembre 2016, cinque minuti dopo il termine dell’incontro con Asl, stavano già postando sui social attacchi nei nostri confronti. Fino al 2012 questi signori erano tutti compatti dalla stessa parte».

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