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Ricercata per aver derubato anziani in tutto il Nord Italia, 36enne arrestata

In manette una 36enne romena che ha derubato con altri tre complici diversi anziani in tutto il Nord Italia e anche in Belgio. La donna ha colpito quattro volte a Caorso e Castelvetro: è stata estradata in Italia nei giorni scorsi

Da sinistra: luogotenente Vincenzo De Luca della stazione di Monticelli, il maggiore Emanuele Leuzzi, il maresciallo capo Nello De Bernardi della stazione di Caorso

La donna agiva con tre complici connazionali, tutti trasfertisti del furto e itineranti: sceglievano una regione, mettevano a segno qualche colpo e poi tornavano in Romania per un po' passando per la frontiera triestina. Poi tornavano nel nostro Paese. Nel nostro territorio alla donna vengono imputati quattro episodi avvenuti nel 2014 e 2015 a Castelvetro e Caorso. La 36enne arrivava in paese a bordo di auto di grossa cilindrata come Audi A8 o Mercedes Classe E insieme ai tre complici (un uomo che faceva da autista di 24 anni, e due donne di 24 e 43 anni), scegliavano insieme un obiettivo e poi agivano. In particolare era lei che avvicinava le vittime anziane e con la scusa di chiedere informazioni per l'ospedale più vicini li abbracciava e li derubava della collanine. In un caso, il 22 agosto 2015, una 69enne  a Castelvetro aveva riportato 40 giorni diIMG_1989-2 prognosi: la straniera le aveva strappato con violenza la collana. I militari sono risaliti alla banda dopo mesi di indagini rese non facili dal fatto che si spostavano continuamente e che spesso tornavano nel proprio paese. Grazie al sistema di lettura targhe, alle testimonianze delle vittime e di altre persone che spesso assistevano ai colpi dei quattro, sono risaliti alla donna. Nel febbraio 2016, al termine delle indagini, il gip Giuseppe Bersani ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti e da lì sono iniziate le ricerche fino a quando è stata rintracciata a Bucarest. Grazie al Mae è stata estradata in Italia, e ora si trova nel carcere di Rebibbia. I tre complici sono stati denunciati in concorso. «Non sono state indagini facili ma l'impegno dei carabinieri delle stazioni dei paesi ha permesso di assicurare alla giustizia una persona che colpiva una fascia debole della popolazione. Si tratta di reati odiosi che cerchiamo di combattere con ogni mezzo: fiero dei miei uomini», ha commentato il comandante della compagnia carabinieri di Fiorenzuola, il maggiore Emanuele Leuzzi».

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