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Salvini a Fiorenzuola: «O si vince in Emilia-Romagna, o si attendono altri 50 anni»

In tanti al comizio leghista organizzato al centro sportivo in vista delle Regionali di gennaio. «Il futuro dell'Emilia Romagna è in mano vostra, chi non combatte ha perso, chi non partecipa è uno sconfitto»

(Foto Trespidi-GIS)

Indossando l'immancabile felpa brandizzata con il nome del posto, Matteo Salvini ha fatto il pieno al centro sportivo di Fiorenzuola la sera di domenica 24 novembre. Direttamente da Rimini, il senatore della Lega dal palco ha acceso l'entusiasmo di un migliaio di sostenitori per presentare Lucia Borgonzoni, il candidato scelto dal centrodestra per le Elezioni Regionali del prossimo 26 gennaio. Sessanta giorni, da qui al voto, per una campagna elettorale che vuole essere decisiva per le sorti della Regione da sempre "rossa" per eccellenza, e il cui esito potrebbe avere - insieme alle altre regioni in cui si voterà in primavera - una ripercussione notevole sulla tenuta dell'attuale governo Pd-M5S. «Il 26 gennaio è l'occasione giusta: o si vince in Emilia-Romagna o si attendono altri 50 anni» ha esordito Salvini sul palco. Intorno a lui tra gli altri, oltre ai parlamentari piacentini Pietro Pisani ed Elena Murelli, il consigliere regionale Matteo Rancan, la vicepresidente della Provincia Valentina Stragliati, i sindaci Manuel Ghilardelli (Ziano), Romeo Gandolfi (Fiorenzuola), Paolo Calestani (Morfasso), gli assessori di Piacenza Stefano Cavalli e Paolo Mancioppi, la consigliera Lorella Cappucciati e il commissario provinciale Corrado Pozzi.

«A Rimini ho trovato molte persone incazzate con il Governo - ha esordito Salvini al microfono - imprenditori, artigiani, commercianti, agricoltori soffocati dalla burocrazia. Un pescatore mi ha detto che quando esce in mare deve compilare 19 registri. Questo Governo è contro l'iniziativa privata. Tante tasse. I pensionati sono incazzati: il Governo gli ha aumentato le pensioni di 3 euro l'anno. Noi, con la Quota 100, abbiamo liberato 205mila persone dal giogo della Fornero. La sinistra che rispetto è quella di mio padre e di mio nonno, quella che si occupava di operai, lavoro, giustizia sociale. La sinistra non è il Pd né Renzi né le sardine».

«Il futuro dell'Emilia Romagna è in mano vostra, chi non combatte ha perso, chi non partecipa è uno sconfitto. Arrivate fin dove non posso arrivare io: parlate nelle aziende, con gli amici ecc. Ci danno dei fascisti, dei razzisti, degli evasori. Dicono che siamo pericolosi e aspiranti dittatori. Strani dittatori, perché vogliamo che il popolo voti. Dei pacifisti là fuori impediscono a noi di far votare un popolo».

Parlando di Sanità, l'ex vice premier ha sottolineato la necessità di «accorciare liste di attesa e riportare presidi sanitari in montagna. La manutenzione del territorio deve essere veloce e oggi c'è troppa burocrazia. La montagna va fatta gestire alla gente di montagna che conosce i problemi e il territorio. Basta con il divieto di tagliare un albero, pulire un canale o uccidere un cinghiale. Chiediamo cose normali, non eccezionali».

A margine del comizio, incontrando la stampa, Matteo Salvini ha commentato così un recentissimo sondaggio che vedrebbe la Lega in testa anche in Emilia-Romagna: «Non mi stupisce questo sondaggio, gli emiliani e gli italiani premiano la concretezza e non la fantasia. Portiamo in giro per l'Emilia proposte, liste attesa più corte negli ospedali, meno burocrazia, velocità nel dare contributi a imprese e aziende agricole e famiglie come accade dove la Lega governa da tanto tempo, sbloccare le infrastrutture ferme da tempo. Cose che si possono fare». Al termine, parlando di calcio, Salvini ha chiuso salutando Mihajlovic, l'allenatore del Bologna malato di leucemia: «Un combattente e una persona per bene».

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