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Spettacolare gara di triathlon alla diga di Mignano

La diga di Mignano, allestita a festa, si è presentata in tutto il suo splendore grazie all’acqua che ha raggiunto il massimo livello consentito

Le premiazioni

Spettacolare la gara di Triathlon Cross che si è svolta il 13 maggio, alla diga di Mignano: 2,5 chilometri di corsa (frazione che ha sostituito quella di nuoto causa temperatura troppo rigida dell’acqua del bacino), 12 km di MTb su uno splendido anello sterrato lungo il contorno del lago e infine 5 km di trail sulla collina di fronte alla diga che ora si presenta nella sua massima bellezza. Una gara impegnativa ma sicuramente unica nel suo genere per il contatto così diretto con la natura, tanto bella quanto selvaggia nei percorsi. «E’ il decimo anno consecutivo che Piacenza Sport organizza questa gara in acque libere piacentine e sono migliaia gli atleti che hanno ammirato la bellezza del nostro territorio», commenta Stefano Bettini, organizzatore della manifestazione. «Quest’anno la location è diversa: ci siamo trasferiti in Valdarda. Una nuova avventura che mantiene stretto il legame con il Consorzio di Bonifica che ringraziamo insieme alle nuove amministrazioni locali coinvolte, Vernasca e Morfasso», continua Stefano Bettini.

La diga di Mignano, allestita a festa, si è presentata in tutto il suo splendore grazie all’acqua che ha raggiunto il massimo livello consentito, al paesaggio ora quanto mai rigoglioso e alla balena in legno rimessa in sesto dal personale del Consorzio coordinato da Luigi (responsabile operativo della manutenzione degli impianti) e Domenico (guardiano della diga). La balena - lunga diciotto metri e alta tre e composta da assicelle recuperate da vecchi bancali in disuso - era approdata alla diga in occasione del collaudo dello scorso anno a ricordo del cetaceo scoperto nei calanchi della Val d’Arda nel 1934 a testimonianza che 2 milioni di anni fa a far da padrone nella vallata era il mare. «E’ stata una giornata particolare: 85 anni fa ci fu l’inaugurazione della diga di Mignano, un’opera che può essere considerata il simbolo e metaforicamente la madre di una vallata che si è sviluppata anche grazie ai benefici che la risorsa stoccata garantisce rappresentando un simbolo di fecondità e protezione. L’acqua è vita e quello che un tempo era avveniristico oggi ci sembra scontato. Dobbiamo guardare avanti e non smettere di contribuire a rendere il nostro territorio felice», conclude Fausto Zermani presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza.

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