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Coronavirus, salute e lavoro: «Chi ha tenuto aperto lo ha fatto tutelando i propri dipendenti»

Dibattito in Consiglio a Fiorenzuola. Mainardi dice "no" al silenzio-assenso previsto dal Governo che consente alle aziende di proseguire nelle proprie attività e alla logistica per la vendita online: «Non è essenziale». Maggioranza contraria

Sopra il Municipio di Fiorenzuola in una foto di repertorio. Sotto il Consiglio comunale riunito in videoconferenza e Nando Mainardi

Sì alla tutela della salute ma anche del lavoro. È questo, in sintesi, il motivo che ha portato la maggioranza a votare contro agli ordini del giorno presentati al Consiglio comunale da Nando Mainardi (Sinistra per Fiorenzuola), con i quali chiedeva «di esprimere valutazione negativa», in primis sul mantenimento del principio del “silenzio-assenso” per quelle aziende che hanno richiesto alla Prefettura di poter proseguire nella loro attività dopo le restrizioni del Governo («le aperture sono un rischio per una possibile nuova ondata di contagi» - ha detto Mainardi), e nei confronti delle logistiche connesse alla vendita al dettaglio online.Fiorenzuola Consiglio comunale videoconferenza-2

Per i consiglieri del Partito Democratico «la modalità del silenzio-assenso, troppo libera ed azzardata, è potenzialmente rischiosa anche se non evidente» - ha detto Paolo Savinelli. «La Prefettura evidentemente non è riuscita a gestire la mole di richieste pervenute dalle aziende che chiedevano di poter aprire e i controlli non sono stati capillari». Il Pd ha votato a favore dell’ordine del giorno, stigmatizzando la riapertura tramite il silenzio-assenso «anche se non potrà produrre nulla di concreto» in quanto si è prossimi alla “Fase 2”. Per Savinelli, Sara Lusignani e Carlo Marchetta (Pd) «se la tutela della salute è garantita per i lavoratori non dovrebbero avere problemi a tenere aperto», hanno detto riferendosi alle attività logistiche collegate alla vendita online: «Hanno dato la possibilità di vendere e di lavorare». Così loro si sono astenuti al secondo ordine del giorno presentato da Mainardi, Elena Rossini (M5s) ha votato a favore, mentre la maggioranza ha espresso voto contrario ad entrambi. «Non sono d’accordo sul fatto che vengano viste in malafede le azioni di certi imprenditori», ha detto la capogruppo della maggioranza Martina Binelli. «A Fiorenzuola non ci sono datori di lavoro alieni o esteri, ma locali. Li conosciamo mainardi-6– ha aggiunto l’assessore Massimiliano Morganti – e faccio fatica ad immaginare che abbiano intrapreso scelte che potessero mettere a rischio la salute dei loro dipendenti, i quali hanno potuto continuare il proprio lavoro. Coraggiosa è stata la scelta di quegli artigiani che hanno provato a tenere aperto. Si sono fatte scelte a colpi di decreto: se questi fossero stati più chiari non ci sarebbero state mille richieste giunte alla Prefettura e ai Comuni». «Con il vostro voto a favore – ha ribattuto Mainardi alla maggioranza – si poteva dare un segnale per il futuro, affinché non si ripeta più questa modalità (del silenzio-assenso, ndr) che lascia repentaglio e discrezionalità alle imprese. Il fatto che gli imprenditori siano fiorenzuolani non è una garanzia, ci vuole un sistema sensato che tuteli le persone». «Bisogna tutelare la salute e questi imprenditori lo fanno per i loro dipendenti perché si vuole tornare al lavoro», ha detto Umberto Bergamaschi (Forza Italia), ringraziando quelle imprese che in queste settimane hanno sostenuto con donazioni di vario genere agli ospedali e le associazioni sanitarie. Ha concluso Mainardi: «Non c’è nessun attacco alla malafede delle imprese: Governo e Regione, che evidentemente la maggioranza sostiene, avevano detto che proseguivano solo i servizi essenziali ma sembra non sia stato così ampliando la logistica online non essenziale».

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Il sindaco Romeo Gandolfi ha fatto il punto sui controlli che la Prefettura ha effettuato nelle aziende del comune, rispondendo ad un’interrogazione di Mainardi. «Abbiamo chiesto l’elenco delle ditte che avevano comunicato al Prefetto il mantenimento o la riapertura dell’attività ma gli elenchi non erano suddivisi per Comune. Non c’è stata quindi una condivisione di coloro che hanno chiesto la deroga. Così come la Prefettura aveva chiesto la disponibilità al Comune per costituire il tavolo tecnico per esaminare le richieste delle aziende del territorio ma ad oggi non è stato chiesto alcun intervento da parte nostra». Un comportamento definito da Mainardi «indecente». «A Fiorenzuola – ha proseguito Gandolfi - aveva chiesto la deroga un laboratorio analisi e il Comune aveva chiesto alla Regione di consentire la sua apertura affinché il privato operasse a sostegno della sanità pubblica. Solo negli ultimi giorni la Regione sta autorizzando i laboratori analisi privati».

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