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E Sinistra per Fiorenzuola "da le spalle" al sindaco. Gandolfi: «Cresciuto tra chi condivideva moderazione e rispetto»

La protesta di Sinistra per Fiorenzuola (foto Trespidi)

Mentre il sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi leggeva il suo discorso in occasione della commemorazione della Festa della Liberazione, gli esponenti di Sinistra per Fiorenzuola gli hanno dato le spalle tenendo in mano uno striscione che recitava: “Nella Costituzione nata dalla Resistenza. È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. La protesta deriva dalle affermazione del primo cittadino riportate sulla stampa locale il giorno dopo la celebrazione del 25 aprile a Piacenza: «Sto con Salvini e contro a tutti coloro che vorrebbero una nuova guerra civile, che si dicono, giustamente contro il fascismo, ma che lavorano per seminare odio e discordia».

In un lungo post su Facebook Gandolfi ha scritto: «Non mi sono accorto del loro esercizio di Libertà voltando le terga a chi parla di pace e democrazia ma ho gradito tantissimo lo striscione con l'immagine del dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo "il quarto Stato" con la scritta "La storia siamo Noi". Perché lì sono le mie origini, perché lì stanno parte degli eroi che cito nel discorso, perché anche lì nascono tutti gli ideali scritti nella Costituzione che hanno consentito a tutti il diritto all'istruzione alla sanità alle libertà individuali, politiche e religiose. Di quattro nonni, oltre venti zii, di cui qualcuno deportato, qualcun'altro al confino e partigiano, il nonno prigioniero in Africa degli angloamericani e ritornato in patria un anno dopo, amici di famiglia, ora andati avanti, che hanno combattuto ad El Alamein, mai da nessuno ho sentito parole di odio e di rancore nei confronti di chi è stato avversario e fratello. Probabilmente sono cresciuto in un isola felice, circondato da persone che volevano guardare avanti per un futuro migliore per figli e nipoti. Chi gira le spalle a colui che, in quel momento rappresenta le istituzioni e, parla di Libertà, Pace e Democrazia probabilmente non ha avuto i miei stessi privilegi di vivere cioè in un ambiente sereno dove insieme ai ricordi si condivideva moderazione e rispetto». 

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Si legge in chiusura nel post: «A coloro che ancora si definiscono compagni nonostante le clamorose smentite della storia (Sinistra per Fiorenzuola) e che perpetuano quel clima di conflitto sociale che a parole dicono di voler combattere forse auspicando una nuova guerra civile, ricordo che non possono essere considerati valori quelli fondati sul pregiudizio, sul rifiuto e sull'intolleranza verso altri Italiani».

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